Occhiali Da Sole Uomo Ray Ban

Si è aggiunto al ricco cast di uno dei telefilm più di successo degli Anni ’80/’90, facendo quasi apparire divertente la leva obbligatoria nell’esercito italiano (. Ho detto “quasi divertente”, eh). Classe di ferro, questo il nome del tanto fortunato telefilm, gli ha portato una notorietà e una fortuna immensa, certo un po’ nell’ombra e divisa fra teatro, piccolo e grande schermo.Principalmente attore teatrale, dopo essere stato diretto da registi eccellenti come Vito Signorile, Nino Manfredi, Pierpaolo Sepe e Marcello Cotugno in opere che vanno da Goldoni a Calvino, da Shakespeare a Garcia Lorca, appare in televisione nel film tv Don Chisciotte (1983) di Maurizio Scaparro con Marina Confalone, Isa Gallinelli e Peppe Barra, ma soprattutto nel telefilm Classe di ferro (1989) di Bruno Corbucci, con Giampiero Ingrassia, Rocco Papaleo, Luca Venantini e Adriano Pappalardo, nel ruolo del soldato Gabriele Serra, cameriere del ristorante Santa Lucia di Bari che è chiamato al servizio militare obbligatorio.Il suo film d’esordio cinematografico è invece legato al regista (e amico) Gianni Zanasi che lo dirige in Nella mischia (1994): primo di una lunga serie di pellicole che l’attore farà con l’autore.

“Sono un autodidatta racconta il 25enne di Saronno Mi sono innamorato dei film in bianco e nero con Renato Carosone e Sofia Loren, ho cominciato a ballare sulle note delle loro canzoni nelle strade di Parigi. Mi piaceva giocare sul contrasto tra il colore della mia pelle e la musica napoletana. Allora ho deciso di vedere la città che mi ha ispirato ed eccomi qui ad allenarmi”.

molto tempo che non recensisco un film di Totò. Vederli fa bene alla salute, perciò colgo l’occasione della proiezione di questo Totò, Peppino e la dolce vita per tessere di nuovo l’elogio del principe Antonio de Curtis. Ogni suo film è un bene prezioso, come un gioiello.

“Franco è guascone e istrionico, Guido è chiuso in se stesso e non dà all’altro nessuna corda. Anche Marco ed io siamo attori molto diversi, ma questo è un bene: nessuno dei due permette all’altro di essere quello che è di solito. Il che ha reso i nostri due personaggi più sfaccettati e approfonditi”.

Lo fa con grande abilità con inseguimenti, suspense, una pericolosa (per Marty) corsa in macchina e grazie anche alla robusta caratterizzazione di Thomas F. Wilson nel doppio ruolo di Biff Tannen e di Griff. Restano gli ammiccamenti alla ‘ditta’ (vedi l’ironia su Lo squalo) e un profluvio di product placement messo bene in evidenza.

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