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Chi ispettore o critico abbia incontrato Raffaello Matarazzo come regista solamente dal tardo dopoguerra in poi (dal 1950, cioè, l’anno di Catene e di Paolo e Francesca), è autorizzato a ritenere che si tratti di un autore non dotato di interesse per la realtà quotidiana e per le commedie di divertimento e di costume, non sensibile al senso dell’umorismo. Invece queste sono state le qualità principali di Matarazzo, come regista del cinema italiano, dal 1933 al 1948; c’è infatti da aggiungere che, anche come autore teatrale, pur se non prolifico, Matarazzo ha seguito il suo primo tono: testi come Simmetrie (1936), La moglie di papà (1940), Una famiglia immorale (1960) non lasciano il campo a dubbi.Giornalista, si avvicina molto giovane al cinema come soggettista. La sua prima esperienza pratica è quella di aiuto di Mario Camerini per Figaro e la sua gran giornata, nel 1931.

Dopodiché, dal 1982 al 1986, entra nel gruppo di Carlo Cecchi che lo dirige in diversi adattamenti di Molière, Shakespeare, Cechov, T. Bernhard e altri ancora, spesso con ruoli da protagonista. Nel 1984 debutta al cinema in Un ragazzo e una ragazza, commediola con Jerry Calà e Serena Grandi, poi si riscatta con esperienze tutte di alto valore, come Bianca di Nanni Moretti o Enrico IV di Marco Bellocchio, dove compare in un cast d’eccezione, da Claudia Cardinale a Marcello Mastroianni.

Era successo in un punto preciso della cassa toracica, sotto le costole. All’improvviso s’era sentito come la balena che inghiottì Geppetto e poi Pinocchio. S’era aperta in petto un’enorme cavità, un paese sconosciuto dove se parlavi rispondeva l’eco: c’era pure quel disperato di Geppetto che al lume di candela aspettava il burattino..

E fare attenzione all’etichetta che l’ha prodotto: Blue Note, leggendaria casa discografica che negli ambienti musicali equivale a un certificato di somma qualità. Questo serve innanzitutto a dissipare eventuali pregiudizi. “Se vedessi il figlio di Miles Davis suonare la tromba”, ammette Ravi seduto a uno dei tavolini del jazz club di Midtown Manhattan, “gli direi anch’io di cambiare strumento”.

Ma qualcuno mi spiega cosa mi significa alla fine la ragazza nuda con in mano il cartello con su scritto “e adesso tutti negli spogliatoi”??Non fa ridere ed e assolutamente improponibile come film comico. Una boiata pazzesca. Peccato per il grande Lino Banfi ed il bravo comico Biagio Izzo.

Cerca un cinemaTre stelle vanagloriose e capricciose dello star system hollywoodiano sono costrette a convivere dentro lo stesso film: un war movie ad alto budget ambientato nel sud est asiatico. Tugg Speedman è una tronfia superstar di action movie che sogna gloria e Oscar, Kirk Lazarus è un attore drammatico e pluripremiato col vizio del metodo e dell’immedesimazione estrema, Jeff Portnoy è il divo grasso e cocainomane della saga comica “The Fatties”. Decisi a correggere i loro vizi e a non tollerare oltre bizze e stravaganze, il regista del kolossal bellico e il sedicente scrittore del best seller che lo ha ispirato li precipitano dentro una guerra reale e una jungla autenticamente selvaggia.

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