Ray Ban 4057

Sotto lo pseudonimo di Lino Zaga leggenda vuole che venne poi cambiato in Banfi su suggerimento del grande e scaramantico Totò che vedeva in quel “Zaga” un segno malaugurate , si fa conoscere al pubblico degli Anni Cinquanta, trovando spesso lavoro anche come attore di fotoromanzi (aveva persino vinto un concorso di bellezza intorno ai 17 anni). Ma non bastava. Milano costa cara e lui patisce la fame, arrivando a farsi ricoverare in ospedale per farsi togliere le tonsille, pur di avere per qualche giorno un letto e di che mangiare.

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Almeno nelle intenzioni, il passo successivo di Fear X (2003) avrebbe dovuto segnare il grande salto per un autore già notato dagli spettatori più attenti, ma pur sempre relegato in una nicchia. Scritto insieme a Hubert Selby Jr., questo terzo lavoro delude, invece, per la mole delle ambizioni, il linguaggio irritante, la programmatica confusione drammaturgica e, non ultimo, per un eccessivo debito verso l’universo lynchano. Nonostante la presenza di attori come John Turturro e Deborah Kara Unger, risulta dunque un flop totale al botteghino, mandando in bancarotta Refn, costretto a restituire un milione di dollari alle banche.Come reazione al clamoroso insuccesso di Fear X, il danese decide allora di dirigere un sequel di quell’esordio diventato negli anni un “cult”, firmando Pusher 2 (2004), cui segue presto anche Pusher 3 (2005).

Un buon thriller con un discreto finale.Il tutto annaffiato dalla veemente carica sessuale dei due protagonisti, che per in fondo non il fulcro del film,anche se la pellicola si fa ricordare proprio per la massiccia dose di erotismo.Ma complessivamente c molto di pi disturbate e complesse,detective fragili,una trama interessante.Il tutto annaffiato dalla veemente carica sessuale dei due protagonisti, che per in fondo non il fulcro del film,anche se la pellicola si fa ricordare proprio per la massiccia dose di erotismo.Ma complessivamente c molto di pi disturbate e complesse,detective fragili,una trama interessante.Certamente qualche passaggio poteva essere pi affrondito ,per esempio il ruolo della “madrina” omicidi,che appare spesso in scena ma non si capisce l reale che ha su Catherine.Ottime le interpretazioni di Douglas e della Stone.Brava e bella anche Jeanne Tripplehorm.Complessivamente gli assegno un bel voto,non un capolavoro ma si fa vedere piacevolmente.Film passato alla storia per il famoso accavallamento di gambe di Sharon Stone rigorosamente senza mutandine; ma entrando a fondo. Nella storia, la trama ben costruita, il thriller tiene suspance e la coppia Stone Douglas regge bene l della vicenda. Un personaggio morboso quello interpretato dalla Stone, una sorta di American Psycho al femminile, con un finale molto simile; la sceneggiatura ben curata ed il finale poi si conclude con il classico colpo di scena.

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