Ray Ban Vintage

Si ritrovò tra gli studenti di piazza Tien An Men e lasciò la Cina. Dopo Allen, conquistato presentandosi alle sue audizioni al Dorchester hotel di Londra con uno strabiliante Jean Paul Gaultier addosso, Spike Lee l’ha voluta nel suo polemico Summer of Sam e Paul Auster, il grande scrittore al debutto alla regia (un esordio, purtroppo, piuttosto deludente per lui) in Lulu on the Bridge. A Hollywood, Mira è considerata una delle poche “corpo e mente”, come Sharon Stone: una premessa importante per una carriera destinata a durare nel tempo.

Continua a essere attratto dai registi italiani e si concede così sia a Tornatore per Una pura formalità, che a Mimmo Calopresti per La parola amore esiste. Non disdegna ovviamente anche i registi suoi connazionali e così a partire dal 2000 sarà Franois Vatel, maestro di cerimonie e cuoco provetto agli ordini di Re Luigi XIV in Vatel, un ex criminale francese, diventato poliziotto nella Francia del primo Ottocento in Vidocq e, al fianco di Roberto Benigni, diventa Obelix in Asterix Obelix contro Cesare (riprenderà i panni di questo buffo eroe dei fumetti anche successivamente in Asterix e Obelix: Missione Cleopatra e in Asterix alle Olimpiadi).Un attore giramondoTra il 2002 e il 2004 lo ritroviamo accanto a due prime donne del cinema come Sophia Loren (in Cuori Estranei) e Catherine Deneuve (ne I tempi che cambiano) e, a parte un’altra breve parentesi estera con Crime Spree, torna nell’amata Francia per rivivere il periodo dell’occupazione nazista in Bon voyage e soprattutto per 36 Quai des Orfèvres, un poliziesco di grande effetto premiato al “Noir in Festival” di Courmayeur.Nonostante negli ultimi anni i suoi annunci relativi a un eventuale ritiro dalle scene si fanno sempre più frequenti e insistenti, Gerard non riesce a stare lontano dai set cinematografici. Dopo l’interpretazione di un cantante cinquantenne che non vuole invecchiare in Quand j’étais chanteur, lo ritroviamo nel remake al femminile de L’ultima vacanza, e, nel 2007, nel racconto cinematografico della vita di una leggenda della musica francese e internazionale Edith Piaf, dal titolo La vie en rose.

Chapman, C. Horsley, M. Small, E. A scalable interactive website. With 160 surface wonderful pages. Dynamic reading. Per la critica italiana, il film è più rozzo che pauroso, sceneggiato male e narrativamente inefficace, ma è un esordio che convince il pubblico soprattutto per l’opprimente fotografia dark e per l’inserimento di shock visivi in stile Seven (1997). Del resto, David Fincher è, assieme a Jean Luc Godard e a Jacques Rivette, uno dei suoi registi preferiti. Dopo questa pellicola, realizza una commedia che però è stata distribuita solo in Germania, ma che unita a , riuscirà a fargli ottenere un biglietto di sola andata per Hollywood.

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